Gioia nel perdono

Importanza della gioia

Sapete qual è uno dei tesori più grandi della vita, che però solo poche persone hanno? È qualcosa che è molto ricercata, però raramente raggiunta. Questo tesoro può trasformare la vita e soddisfare il cuore.

Qual è questo tesoro così grande? La gioia. Non la felicità superficiale, ma la vera gioia, che arriva al profondo del cuore.

Chi ha la gioia sta bene, veramente bene, anche se non ha nient’altro. Chi non ha la gioia non sta bene, indipendentemente da come vanno le altre cose nella sua vita.

Tante persone che hanno il meglio che il mondo può offrire, sono comunque vuote, perché non hanno la gioia.

Oggi, la maggior parte della gente si riempie la vita con tante cose che non hanno vero valore, cose che riempiono la mente ma non il cuore, e fanno sì che non si abbia tempo per pensare a quanto il cuore sia realmente vuoto senza la vera gioia.

Poi ci sono anche altre persone che si stancano di riempire la vita di vanità e, non trovando niente che li possa soddisfare, vanno in depressione. Oggi, tante persone usano psicofarmaci, in modo da non poter pensare. Una vita senza la gioia è una vita vuota e senza senso.

Tristemente, tante persone non hanno mai avuto la vera gioia.

Da dove viene la gioia

La vita senza la gioia non ha valore. Con la gioia, il cuore è soddisfatto, ma senza la gioia, pur avendo tanto, il cuore è ancora vuoto. Abbiamo bisogno della gioia.

A questo punto, la domanda importantissima diventa: da dove arriva la gioia? Dove possiamo trovare la gioia?

dove cercano la gioia quelli del mondo?

Dov’è che l’uomo cerca la gioia? La Bibbia elenca in 1Giovanni 2:16 quello che il mondo offre.

“15 Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. 16 Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo.” (1Giov 2:15-16  NRV)

Solitamente, le persone cercano la gioia nella concupiscenza della carne, che sono i piaceri della carne, oppure nella concupiscenza degli occhi, che è maggiormente il desiderare le cose materiali, o nella superbia della vita, che è l’orgoglio di una persona di voler essere vista o immaginata come importante, o bella, o intelligente, o brava, e cerca gioia nell’essere vista così.

Però, per quanto uno può impegnarsi in queste cose, non riuscirà mai a trovare lì la vera gioia. Anche se si riuscisse ad arrivare a soddisfare molto le varie concupiscenze e anche la superbia, la vera gioia di sicuro non arriverà. Ciò vi diventerà più chiaro quando capirete da dove viene la vera gioia. Andiamo avanti a vedere.

Dove si trova la vera gioia

Se non si trova la vera gioia nelle cose del mondo, da dove viene? Dove possiamo trovare la vera gioia?

La risposta è semplice ed è unica: la vera gioia si trova solamente nel Signore Gesù Cristo. La gioia è un frutto dello Spirito Santo.

Vi leggo alcuni versetti che parlano della gioia.

“Tu m’hai messo in cuore più gioia di quella che essi provano quando il loro grano e il loro mosto abbondano.” (Sal 4:7  NRV)

“Si rallegreranno tutti quelli che in te confidano; manderanno grida di gioia per sempre. Tu li proteggerai, e quelli che amano il tuo nome si rallegreranno in te,” (Sal 5:11  NRV)

“Trova la tua gioia nel SIGNORE, ed egli appagherà i desideri del tuo cuore.” (Sal 37:4  NRV)

“Ma i giusti si rallegreranno, trionferanno in presenza di Dio, ed esulteranno di gioia.” (Sal 68:3  NRV)

“Beato il popolo che conosce il grido di gioia; esso cammina, o SIGNORE, alla luce del tuo volto;” (Sal 89:15  NRV)

“Le tue testimonianze sono la mia eredità per sempre, esse sono la gioia del mio cuore.” (Sal 119:111  NRV)

“Tu m’insegni la via della vita; vi son gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi son delizie in eterno.” (Sal 16:11  NRV)

“perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.” (Rom 14:17  NRV)

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo” (Gal 5:22  NRV)

Ci sono tanti altri versetti, ma questi più che bastano per farci capire che troviamo la vera gioia solamente in Dio, per mezzo di Cristo Gesù. La vera gioia è una parte del frutto dello Spirito.

Quindi, se tu vuoi la vera gioia, una gioia completa, devi rivolgerti a Cristo. Solo in Cristo Gesù puoi trovare la vera gioia che soddisfa l’anima tua.

Alla luce di questo, è chiaro che solamente chi è un vero figlio di Dio può avere la vera gioia, perché chi non è un figlio di Dio non può avere il frutto dello Spirito, non avendo lo Spirito di Cristo che abita in lui.

Ciò che ostacola la gioia

Finora, abbiamo visto che avere la vera gioia è fondamentale per avere un cuore soddisfatto.

Abbiamo visto che la gioia viene da Dio, e che quindi solamente chi è un vero figlio di Dio può avere la vera gioia. Chi non è veramente salvato non può avere la vera gioia. È un dono riservato solamente a chi è in Cristo.

Allora, noi che siamo figli di Dio dobbiamo chiederci onestamente: abbiamo sempre la gioia? Abbiamo gioia in ogni momento? Si può dire che la nostra vita è veramente caratterizzata dalla gioia?

Se siamo onesti, dobbiamo subito ammettere che ci sono volte che NON abbiamo la gioia. La gioia è un frutto dello Spirito, ma dobbiamo ammettere che non abbiamo sempre questo frutto.

Perché non abbiamo sempre la gioia? Se Dio ha preparato la gioia per ogni vero credente, e se siamo veri credenti, perché non abbiamo sempre la gioia? È molto importante capirne le cause, perché se non sappiamo quello che ci ostacola dall’avere gioia, continueremo facilmente a mancare questa benedizione meravigliosa. Dobbiamo capire le cause per riuscire a togliere l’ostacolo.

Quindi, che cos’è che ostacola la gioia? Ciò che ci ostacola dall’avere sempre la gioia è una cosa molto semplice: il nostro peccato.

Carissimi, il nostro peccato, qualsiasi tipo di peccato, ci ostacola dall’avere la vera gioia.

La vera gioia è parte del frutto dello Spirito Santo. Quando pecchiamo, rattristiamo lo Spirito Santo, e non abbiamo il Suo frutto. Quando invece camminiamo in ubbidienza, per fede, avremo il frutto dello Spirito, e allora, avremo vera gioia.

Se abbiamo un peccato non confessato, finché non lo confessiamo e non lo abbandoniamo, non avremo la gioia di Dio. Inoltre, non avremo neppure la pace, perché anche la pace fa parte del frutto dello Spirito.

In Giovanni 15:10,11, Gesù ci aiuta a capire come il peccato, cioè il non osservare i comandamenti di Dio, ci ostacola dall’avere la gioia.

“10 Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. 11 Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa.” (Giov 15:10-11  NRV)

Quando osserviamo i comandamenti di Cristo, dimoreremo nel Suo amore, e avremo una gioia completa.

È vero anche il contrario: quando NON osserviamo i Suoi comandamenti, NON dimoreremo nel Suo amore, e NON avremo la gioia.

Notiamo che Gesù dichiara: “quando osservate i miei comandamenti.” Non dice “la maggioranza dei miei comandamenti”. Se osservi tutti i comandamenti tranne uno, non stai osservando i comandamenti di Cristo. E non avrai la gioia di Cristo.

 

Il peccato conviene?

Se il nostro peccato ci fa perdere un tesoro così meraviglioso quale la gioia di Dio, perché rifiutiamo di ravvederci? Perché non vogliamo abbandonare il nostro peccato? Perché vogliamo negare che ci sia un peccato nella nostra vita, o vogliamo nasconderlo? Che vantaggio ci dà il peccato?

Pensate seriamente a questo: visto che il nostro peccato ci fa perdere la gioia di Dio, perché rifiutiamo di ravvederci?

Rimaniamo nel peccato quando fissiamo lo sguardo sulle false promesse che il peccato ci offre, anziché guardare ai veri tesori che possiamo avere in Cristo.

Il peccato ci promette mari i monti. Però, le sue promesse sono tutte vuote e false.

Troviamo un esempio di come le promesse del peccato sono vuote nella descrizione dei falsi insegnanti in 2Pietro. Essi promettono grande cose, ma sono promesse vuote.

“17 Costoro sono fonti senz’acqua e nuvole sospinte dal vento; a loro è riservata la caligine delle tenebre. 18 Con discorsi pomposi e vuoti adescano, mediante i desideri della carne e le dissolutezze, quelli che si erano appena allontanati da coloro che vivono nell’errore; 19 promettono loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione, perché uno è schiavo di ciò che lo ha vinto.” (2Piet 2:17-19  NRV)

Come sono i falsi insegnanti, così sono i peccati. Sono fonti senza acqua, promettono di soddisfare la sete dell’anima, ma sono aridi, sono come nuvole sospinte dal vento che non portano la pioggia; promettono la libertà, ma portano alla schiavitù.

Il peccato non può mai portare alcun vero bene, perché ogni vero bene viene da Dio.

Il peccato può soddisfare temporaneamente la carne, ma non può mai soddisfare il cuore. Peggio ancora, ci fa mancare la gioia.

L’esempio di Paolo

Consideriamo un avvenimento nella vita dell’Apostolo Paolo, che ci aiuterà a capire meglio quello che succede quando non ubbidiamo a Dio in qualcosa.

Paolo, che prima della sua conversione era chiamato Saulo, era un Giudeo molto zelante. Egli credeva che i cristiani non fossero da Dio, e così, li perseguitava. Mentre Saulo ed altri andavano da Gerusalemme a Damasco, per cercare cristiani da perseguitare, il Signore Gesù gli apparse sulla strada. Leggiamo mentre Paolo racconta l’avvenimento:

“Tutti noi cademmo a terra, e io udii una voce che mi disse in lingua ebraica: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ti è duro ricalcitrare contro il pungolo”.” (Atti 26:14  NRV)

Il peccato di Saulo era quello di perseguitare Gesù Cristo, perché tutto ciò che facciamo ai figli di Dio, lo facciamo a Cristo. Potrebbe sembrare che Paolo stesse facendo del male ad altri. Però, il vero male non era contro gli altri. Notiamo che Gesù gli dice: “ti è duro ricalcitrare contro il pungolo”. In realtà, con il suo peccato, Saulo stava facendo male a se stesso. Il nostro peccato fa sempre male a noi stessi.

Si riesce a comprendere questo capendo il senso della frase: “ti è duro ricalcitrare contro il pungolo”.

Il pungolo era un bastone terminante con una punta di ferro molto appuntita, che i contadini mettevano dietro alle zampe dei buoi che aravano. Se un bue si arrabbiava, e dava una forte calcio verso l’aratro, cercando di fare del male al contadino, avrebbe battuto la sua zampa fortemente contro il pungolo, facendosi così molto male, ma solo a se stesso.

Così, quando Gesù dice: “ti è duro ricalcitrare contro il pungolo”, stava dicendo che mentre a Saulo sembrava che stesse facendo del male a Cristo, in realtà, il suo peccato faceva male a lui stesso.

Amici, quando noi pecchiamo, per quanto il peccato può prometterci qualche beneficio, in realtà, ci fa solo del male. Non ci dà nulla di vero valore, e in più, ci fa perdere le vere benedizioni, iniziando con la gioia e la pace.

Cosa succede quando lasciamo un peccato nella nostra vita

Che cosa succede quando abbiamo un peccato che non abbandoniamo di cuore? Possiamo andare avanti, come se niente fosse?

Prima di tutto, ricordiamo che finché lasciamo un peccato nella nostra vita, non avremo la vera gioia. Ripeto: non possiamo avere la vera gioia finché abbiamo un peccato non confessato. Questo è già qualcosa di molto grave.

Però, lasciare un peccato non confessato ci porta anche altre conseguenze molto negative.

In Salmo 32 , Davide spiega come sarà la nostra vita se abbiamo un peccato che non abbiamo confessato. Vi leggo Salmo 32:1,2 .

“1 Beato l’uomo a cui la trasgressione è perdonata, e il cui peccato è coperto! 2 Beato l’uomo a cui il SIGNORE non imputa l’iniquità e nel cui spirito non c’è inganno!

Fino a qua, Davide parla della grande benedizione di chi è perdonato, e quindi, di chi ha veramente confessato e abbandonato i suoi peccati. Iniziando poi dal v.3 , parla di come è la vita di uno che ha un peccato che non ha ancora confessato e abbandonato.

3 Finché ho taciuto, le mie ossa si consumavano tra i lamenti che facevano tutto il giorno. 4 Poiché giorno e notte la tua mano si appesantiva su di me, il mio vigore inaridiva come per arsura d’estate.

“Finché ho taciuto”, in altre parole: finché non ho confessato il mio peccato. Qua, Davide descrive quello che succede quando un credente non confessa un peccato.

Finché ho taciuto, le mie ossa si consumavano tra i lamenti che facevano tutto il giorno. Giorno e notte la tua mano si appesantiva su di me.

Oh che Dio ci faccia capire a fondo quello che Davide dichiara qua. Finché un credente tiene un peccato nella sua vita, la mano di Dio si appesantirà su di lui, giorno e notte. Dio opererà in modo che quel credente starà molto male. Il cuore di quel credente sarà molto aggravato. Per quanto uno può impegnarsi a cercare sollievo in altre cose, per quanto uno può cercare di ignorare il suo peccato, avrà la mano di Dio contro di lui. Può cercare di dimenticare, può buttarsi in tante cose cercando piaceri e soddisfazione, può cercare di crescere spiritualmente in altri campi. Però sarà tutto inutile. Avrà la mano di Dio che gli sarà un terribile peso sulle spalle. Anziché essere sollevato da Dio, sarà aggravato da Dio. Il suo cuore non avrà riposo.

Questa è una descrizione della disciplina di Dio. È qualcosa di davvero terribile, che rende il cuore miserabile.

Perché Dio renderebbe così aggravato il cuore di un figlio che ama? Per due motivi: uno, Dio è geloso della Sua gloria. Il peccato di un credente porta disonore sul nome di Dio. Il secondo motivo è che Dio ama ogni suo figlio così tanto che vuole che ogni credente abbia la gioia di Dio. Ma per avere quella gioia, il credente deve confessare e abbandonare i suoi peccati. Quindi, quando un credente non lo fa, Dio rende la sua vita insopportabile per spingerlo al ravvedimento.

La disciplina di Dio è dolorosa, ma porta buon frutto. Beata la persona che si arrende subito. Nel v.5 , Davide descrive il ravvedimento e il risultato.

5 Davanti a te ho ammesso il mio peccato, non ho taciuto la mia iniquità. Ho detto: «Confesserò le mie trasgressioni al SIGNORE», e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato. Pausa

L’unico metodo per evitare o placare la disciplina di Dio è di veramente confessare e abbandonare il peccato. Bisogna riconoscerlo pienamente, senza cercare di scusarsi. Davide dice: non ho taciuto la mia iniquità. Non solo ha confessato il peccato in sé, ma ha anche riconosciuto la sua iniquità nel commetterlo.

Che cosa è successo quando Davide fece così, e cosa succede quando noi confessiamo e abbandoniamo i nostri peccati? Davide dichiara a Dio, nel v.5 :

“Tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato!”

Dio perdona, e come sappiamo da 1Giovanni, Dio purifica da ogni iniquità! Infatti, è a questo punto che bisogna leggere i primi versetti di questo Salmo :

“1 Beato l’uomo a cui la trasgressione è perdonata, e il cui peccato è coperto! 2 Beato l’uomo a cui il SIGNORE non imputa l’iniquità e nel cui spirito non c’è inganno!

Beato, felice, gioioso, è l’uomo a cui la trasgressione è perdonata.

Che meravigliosa benedizione, avere il cuore pieno di gioia, dopo aver sofferto terribilmente essendo stato schiacciato dalla potente mano di Dio per spingerlo a ravvedersi.

Avendo trovato la gioia nel perdono, Davide esorta ciascuno di noi a non rimandare il ravvedimento. Quando abbiamo un peccato, dobbiamo ravvederci al più presto. Leggiamo dal v.6

6 Perciò ogni uomo pio t’invochi mentre puoi essere trovato; e qualora straripino le grandi acque, esse, per certo, non giungeranno fino a lui. 7 Tu sei il mio rifugio, tu mi proteggerai nelle avversità, tu mi circonderai di canti di liberazione. Pausa 8 Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te. 9 Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano! 10 Molti dolori subirà l’empio; ma chi confida nel SIGNORE sarà circondato dalla sua grazia. (Sal 32:6-10  NRV)

Cari amici, quando siete tentati a non abbandonare un peccato, ricordatevi delle parole di Davide nei vv.9-11

“9 Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano! 10 Molti dolori subirà l’empio; ma chi confida nel SIGNORE sarà circondato dalla sua grazia. (Sal 32:9-11  NRV)

Chiunque non vuole confessare e abbandonare un peccato è come un mulo o un cavallo, ovvero, è come una bestia ignorante e stolta. Finché rifiutiamo di abbandonare totalmente un peccato, siamo degli empi, siamo degli stolti, e Davide ci ricorda che molti dolori subirà l’empio.

Quando invece confidiamo in Dio, anziché nelle promesse del nostro peccato, e di conseguenza abbandoniamo il peccato, non avremo su di noi la mano pesante di Dio. Anzi, chi confida nel Signore sarà circondato dalla Sua grazia.

Leggiamo anche il v.11

Rallegratevi nel SIGNORE ed esultate, o giusti! Gioite, voi tutti che siete retti di cuore!”

Chi cammina in ubbidienza, può rallegrarsi nel Signore. Può esultare. Puoi gioire! Avrà di nuovo la gioia del Signore. Avrà quello che soddisfa il cuore.

Quindi, ecco la chiave per avere la gioia di Dio. Dobbiamo ravvederci dai nostri peccati, confessarli e abbandonarli.

Quando rifiutiamo di confessare un peccato

La gioia dà valore alla vita, la gioia viene solo da Dio, ed è il nostro peccato che ci ostacola dall’avere gioia. Non solo, ma finché non abbandoniamo il peccato, la mano pesante di Dio resta su di noi.

Alla luce di questo, come reagiamo quando abbiamo un peccato?

A volte, cerchiamo di ignorare il peccato, non vogliamo riconoscerlo. Altre volte sappiamo di avere un peccato, ma cerchiamo di nasconderlo agli altri. In altri casi, pur sapendo nel nostro cuore che abbiamo peccato, lo neghiamo. Altre volte ancora, lo riconosciamo, ma rifiutiamo di confessarlo ed abbandonarlo.

Se uno ci parla di un nostro peccato, ascoltiamo, ma spesso diciamo di non vedere il peccato. Non solo, ma a volte, preghiamo, e continuiamo a non vedere il peccato.

Voglio dire qualcosa di importante qua. Se un altro credente ti dice che vede un peccato in te, e tu, dopo aver pregato, non lo vedi, certamente è possibile che egli abbia sbagliato. Però, è anche possibile che sei tu che non lo stai vedendo. Spesso, il nostro cuore ci inganna, più di quanto ci rendiamo conto. Anche se preghiamo, chiedendo a Dio di mostrarci il peccato, possiamo avere un cuore talmente duro che non ce lo fa vedere. Quindi, dobbiamo essere molto cauti nell’arrivare al punto di pensare con certezza che l’altra persona sbaglia se dice di vedere un peccato in noi. Può darsi che abbia invece proprio ragione. Preghiamo per avere un cuore veramente umile.

Perché non abbandoniamo ogni peccato subito? Forse ciò che ci promette ci sembra prezioso, forse ci sembra troppo importante. Forse sembra che il prezzo di abbandonarlo sia troppo alto. Come ho detto prima, non abbandoniamo un peccato, perchè stiamo guardando alle false promesse che il peccato ci offre, anziché fissare i nostri sguardi sulle benedizioni che avremo in Cristo, se ubbidiamo ai suoi comandamenti.

La cosa importante è guardare a Cristo, e confessare ed abbandonare ogni peccato. Solo così Dio toglierà la Sua disciplina e avremo la vera gioia.

L’esempio di Caino

Eppure, nonostante la nostra stoltezza, come buon Padre, Dio desidera la nostra gioia. Consideriamo l’esempio di Caino. Evidentemente, Dio aveva insegnato ad Adamo, e tramite lui a Caino ed Abele, che bisognava fare dei sacrifici di sangue a Dio. Però, Caino, come a volte anche noi, voleva ubbidire a Dio a modo suo. Ma quella, in realtà non è ubbidienza.

Leggiamo Genesi 4:1-5, notando la differenza fra Caino e Abele.

“1 Adamo conobbe Eva, sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: «Ho acquistato un uomo con l’aiuto del SIGNORE». 2 Poi partorì ancora Abele, fratello di lui. Abele fu pastore di pecore; Caino lavoratore della terra. 3 Avvenne, dopo qualche tempo, che Caino fece un’offerta di frutti della terra al SIGNORE. 4 Abele offrì anch’egli dei primogeniti del suo gregge e del loro grasso. Il SIGNORE guardò con favore Abele e la sua offerta, 5 ma non guardò con favore Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato, e il suo viso era abbattuto.” (Gen 4:1-5  NRV)

Abele, ubbidendo a Dio per fede, fu guardato con favore da Dio. Caino, non facendo come Dio aveva comandato, ma facendo a modo suo, non fu guardato con favore da Dio. In altre parole, la mano di Dio si appesantiva su di lui, come abbiamo letto in Salmo 32 .

Qual è stata la reazione di Caino? È stato contrito di cuore? Si è ravveduto subito davanti a Dio? No, è stato come un mulo o come un cavallo. Anziché ravvedersi, ne fu molto irritato. Gli dava fastidio che Dio non lo aveva guardato con favore, mentre aveva guardato Abele molto bene. Il brano dice che il suo viso era abbattuto, quindi, il turbamento del suo cuore era perfino visibile nel suo volto, come succede molto spesso anche a noi.

Caino si comportò male, e per questo, il Signore lo disciplinò. Caino, sapendo di aver peccato, e sapendo che il Signore non lo aveva guardato con favore, indurì il suo cuore, e fu molto irritato. Dopo questa sua reazione, che cosa meritava Caino da Dio?

Meritava di subire la dura condanna di Dio.

Però, Dio è un Dio paziente, lento all’ira. Leggiamo i prossimi versetti, per capire meglio il cuore di Dio.

“6 Il SIGNORE disse a Caino: «Perché sei irritato? e perché hai il volto abbattuto? 7 Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!»” (Gen 4:6-7  NRV)

Nonostante la durezza di cuore di Caino, il SIGNORE parlò al suo cuore, per aiutarlo a capire che il suo peccato non gli portava alcun beneficio, e che invece il ravvedimento e l’ubbidienza lo avrebbe portato di nuovo ad avere gioia. Questo è il senso della frase “se agisci bene, non rialzerai il volto?”

Tristemente, Caino non si è ravveduto. Quando non ci ravvediamo da un peccato, questo atteggiamento ci farà cadere sempre più profondamente in altri peccati. Vediamo tutto ciò nella vita di Caino che, come sappiamo bene, arrivò al punto di uccidere suo fratello. Quanto è importante abbandonare ogni peccato subito. Se no, cadremo in altri peccati ancora peggiori.

Allora noi

Ciò che era vero per Caino è vero per noi. Finché continuiamo a vivere tenendoci stretti un peccato, non avremo la gioia di Dio; il nostro cuore sarà pesante, e avremo il volto abbattuto. Certamente, possiamo cercare la contentezza in tante altre cose, ma il nostro cuore sarà sempre aggravato, finché non abbandoneremo il peccato.

Solamente quando confessiamo ed abbandoniamo il nostro peccato, la gioia del Signore ci ritornerà.

Non importa quanto ci impegniamo nelle cose buone, non importa quanto preghiamo e quanto leggiamo la Bibbia. Se abbiamo un peccato non confessato, non avremo la gioia del Signore.

Facciamo i conti

Allora, facciamo i conti. Che senso ha rifiutare o rimandare di ravvederci da un peccato? Che vantaggio c’è?

Oh carissimi, se non abbandoniamo un peccato, abbiamo tutto da perdere e nulla da guadagnare. Invece, se confessiamo e abbandoniamo ogni peccato, abbiamo tutto da guadagnare e nulla da perdere.

Quindi, quando ti è difficile abbandonare un peccato, ti invito a leggere e a meditare sul Salmo 32 . Ti invito a leggere della disciplina di Dio in Ebrei 12 . Considera la stoltezza della tua situazione. Medita sul fatto che la vita senza gioia è vuota, anche se è piena di tante cose.

Poi, medita sulla gioia di Dio. Ricordati che la vita CON la gioia è piena, qualunque siano i problemi o le difficoltà.

Che Dio meraviglioso abbiamo! Quando rifiutiamo di ravvederci, sarebbe giusto per Dio di chiuderci la porta in faccia per sempre. Invece, Egli manda la Sua disciplina, per riportarci a Lui!

Se tu oggi hai un cuore aggravato perché stai subendo la disciplina di Dio per uno o più peccati che non hai abbandonato, ti esorto, nel nome di Cristo: pensaci bene. Umiliati davanti a Dio! Scegli la via della gioia. Non tacere. Confessa pienamente il tuo peccato. Ravvediti, e conoscerai il perdono e la gioia di Dio.

Se vuoi essere schiacciato dalla mano pesante di Dio, se vuoi tristezza nel cuore tuo, allora, continua ad aggrapparti ad un peccato.

Se invece vuoi rallegrarti ed esultare, con un cuore ricolmo di gioia, confessa il tuo peccato, abbandonalo, e cammina in rettitudine davanti a Dio. La scelta è tua. Scegli la gioia.

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2 risposte a Gioia nel perdono

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    Ho trovato questo argomento molto interessate e grattificante , personalmente mi ha aiutato molto! Utilizzo molto le vostre meditazioni e li condivido. Tante volte mi trovo ad affrontare questo argomento con il mio gruppo e non riesco a trasmettere quello che io sento a loro, forse mi esprimo male con loro, o pure sono loro che non comprendono il significato della gioia che Dio può dare al credente. Una sorella si sente sempre sotto il peso del giudizio di Dio anche se Gesù a detto “Non sono venuto a giudicare” come mai lei si sente che quando le succede qualcosa e perché Dio la punisce. Sua madre in questo periodo non sta bene, lei pensa che il Signore le ha mandato la malattia perché ha sbagliato o pure ha peccato e allora arriva la punizione. Quando invece siamo in un mondo corrotto dal peccato e il nemico si accanisce verso i credenti, nell’ Apocalisse di Giovanni ci dice che ” il diavolo nel ultimi tempi è come un leone ruggente e cerca di sedurre se possibile anche gli eletti ” ora se mettiamo in pratica tutti gli insegnamenti che Dio ci da non dovremmo avere paura perché tutto è sotto il controllo di Dio.

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